Interrogazione del senatore e segretario regionale del PD: «Troppe incertezze sul futuro dello stabilimento di Castelfranco»

«La crisi della Berco Spa di Castelfranco Veneto è l’ennesimo segnale di un Veneto industriale sempre più in difficoltà, di fronte a un governo nazionale privo di una strategia per l’industria e una giunta regionale immobile di fronte all’emergenza. Tutto questo nel contesto di un Paese in cui da due anni la produzione industriale continua ad arretrare». Lo dichiara il segretario del PD Veneto e senatore Andrea Martella, che ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere un intervento urgente da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e del Ministero del Lavoro.
La Berco Spa, parte del gruppo Thyssen-Krupp, ha lasciato nell’incertezza il proprio sito produttivo di Castelfranco Veneto, dove sono impiegati 150 lavoratori attualmente in cassa integrazione, in scadenza il prossimo 5 maggio. Martella evidenzia come il piano industriale presentato dalla Berco Spa lo scorso 9 gennaio non faccia alcuna menzione del sito trevigiano, aumentando così l’incertezza dei lavoratori e del territorio. «Parliamo di un presidio industriale e occupazionale fondamentale per la comunità locale – aggiunge – e di una crisi che potrebbe avere un impatto sociale enorme. Il rischio è la perdita di centinaia di posti di lavoro, diretti e indiretti, in un momento in cui la crisi industriale in Veneto si aggrava di settimana in settimana. Serve da parte delle forze di governo, regionali e nazionali, un’azione concreta, prima che questa situazione si trasformi in una crisi irreversibile».
Nel 2024 la richiesta di Cassa Integrazione in Veneto è aumentata del 36%, con 69,4 milioni di ore richieste contro i 50,9 milioni del 2023. Una crescita superiore di 15 punti percentuali rispetto alla media nazionale. Il PD Veneto chiede quindi l’apertura immediata di un tavolo di confronto tra governo, proprietà e sindacati, per fare chiarezza sul futuro dello stabilimento di Castelfranco Veneto e individuare soluzioni che possano salvaguardare l’occupazione. «Questi numeri – conclude Martella – sono il sintomo di un’economia e di un’area produttiva in difficoltà. Regione e governo non possono voltarsi dall’altra parte. In gioco c’è il futuro di intere famiglie e di un tessuto industriale che non può permettersi di perdere altri pezzi».